Guida a cosa deve sapere e fare il contribuente per usufruire del nuovo sostegno


Con la legge delega 46/2021 approvata nello scorso 30 marzo è prevista la nascita dell’assegno unico, una vera e propria rivoluzione nell’ambito del panorama dei sostegni alle famiglie. In verità non si aggiunge, ma bensì, sostituisce una serie di sostegni attualmente in vigore, ben sei. 

Era stata prevista la piena operatività dal prossimo 1 luglio, ma in queste ore il ministro per le pari opportunità e per la famiglia ha annunciato che la partenza è stata fissa al 01 gennaio 2022. Lo spostamento è stato ritenuto necessario per salvaguardare le detrazioni fiscali in corso nel 2021.

Cosa è l’assegno unico e cosa sostituisce

L’Assegno unico è una misura innovativa, in quanto viene riconosciuto a entrambi i genitori (50% per ciascuno) per ogni figlio a carico, anche prima della sua nascita, dal settimo mese di gravidanza sino al compimento del 21esimo anno d’età.

La semplificazione si evidenzia proprio dal concetto dalla volontà di sostituire sei attuali sostegni, ovvero, le detrazioni fiscali per i figli a carico che attualmente escludono i redditi incapienti; gli assegni familiari per i figli a carico che sino ad oggi escludono gli autonomi; gli assegni al nucleo per le famiglie numerose (per tredici mesi a partire dal terzo figlio); i tre bonus bebé, premio alla nascita per le neo-madri e fondo natalità per le garanzie su prestiti. 

Il nucleo familiare che ne fa richiesta potrà percepire l’Assegno Unico con pagamento diretto oppure con credito d’imposta, ma attenzione, sarà progressivo e vincolato al reddito Isee, inoltre, è compatibile con il reddito di cittadinanza.  

Che importo si percepirà?

Per il calcolo dell’assegno unico bisogna tener conto che sarà composto da una quota fissa e da una quota variabile in base all’Isee, con un valore massimo di 250 euro.

La parte variabile prevede alcune maggiorazioni: per i figli successivi al secondo (nuclei numerosi); per le madri giovani (meno di 21 anni); per i figli disabili con una maggiorazione che oscilla tra il 30% e il 50%.

Per i figli maggiorenni d’età compresa fra 18 e 21 anni l’assegno sarà ridotto e, su richiesta, erogabile anche direttamente al figlio, purché sia ancora “a carico”, studente universitario, tirocinante, iscritto a un corso professionale, svolga il servizio civile, svolga un lavoro a reddito basso.

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